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Magia Bianca

Magia Bianca

MAGIA BIANCA

La Magia Bianca è un tipo di ritualistica così denominata perché contrapposta a quella Nera; a differenza di quest'ultima essa è mossa in linea teorica da intenzioni benefiche, positive, o altruistiche, prefiggendosi obiettivi nobili come la realizzazione interiore, o il raggiungimento della verità e della luce spirituale, a cui allude il colore bianco. La distinzione tra magia bianca e magia nera, entrata nell'uso popolare, risalirebbe al Cinquecento, in ambito neoplatonico, per cercare di togliere alla magia -il discredito in cui era caduta- (cit.Francesco Piquè).



Il discrimine tra Magia Bianca e Nera consiste in definitiva nell'intenzione rispettivamente altruistica o egoistica con cui si utilizzano i poteri magici. (cit.Michel Mirabail).


Storicamente nella Magia Bianca possono rientrare sia le forme cerimoniali della teurgia finalizzate all'invocazione di potenze sovrumane salvifiche come angeli, divinità, spiriti elementari benevoli, sia la nozione di «magia naturale», la quale invece si propone d’intervenire unicamente sui fenomeni della natura, attraverso lo studio delle sue leggi e gli strumenti tipici ad esempio dell'Alchimia. Infatti in Alchimia viene ripetuto più volte che il processo alchemico non combatte le leggi dell’universo: la trasmutazione velocizza il lavoro di elevazione spirituale rispettando, le regole della natura.


Il pensiero magico nasce con l’uomo: nelle caverne francesi sono stati ritrovati dipinti sciamanici che propiziavano la caccia tramite immagini quasi talismaniche e di buon augurio all’azione. Non esiste tempo, civiltà, paese che non abbia o abbia avuto il suo tentativo di controllo della realtà e di ricongiungimento con il divino, tramite ogni forma di magia.


Dalla magia sciamanica Siberiana, alla magia dell’Egitto antico, dai riti dei primitivi popoli mediterranei, ai culti misterici di Grecia e Roma, dall’esoterismo ebraico, alle forme della magia popolare del Medioevo fino al Magus rinascimentale, dalle teorie di Giordano Bruno o Tommaso Campanella, al mago Cagliostro; dai Templari alla Massoneria, passando per i Rosa Croce e il revival magico dell’800, fino alla pseudo magia della Wicca, non è esistito un tempo in cui la magia non fosse legata all’essere umano.


L’uomo si è risvegliato in un mondo che non sapeva capire, e ha cercato con ogni mezzo di controllare e indirizzare le forze di questo misterioso luogo in cui era caduto, per avere potere su di esso, senza doverlo subire con inerte rassegnazione. Le religioni hanno cercato di trasformare il popolo in persone rassegnate al proprio destino, promettendo ricompense nell’Aldilà, ammesso che venissero seguiti i precetti di talI insegnamenti, ma ci sono sempre stati e sempre ci saranno, nuclei ridotti ma collegati di uomini, che cercano di capire, andando ai fondamenti dei fenomeni e costruendo la loro felicità sulla terra.


Il pensiero magico nel Paganesimo era così intrinseco all’uomo che il Cristianesimo aveva dovuto affrontare il problema sulla questione della liceità della magia, questo aveva condotto i filosofi scolastici, tra cui soprattutto Ruggero Bacone, a distinguere quella operante nella luce (Magia Bianca) da quella operante nelle pratiche oscure (Magia nera). Più precisamente, chi fa della Magia Nera cerca di sottomettere le entità del cosmo al proprio volere (sovvertendone le leggi), chi fa della Magia Bianca sottomette invece la propria volontà alle leggi del cosmo. Ciò significa che per operare in armonia con l'universo occorre sviluppare un senso morale basato sull'obbedienza a Dio e sul rispetto della sua volontà.


 


Mentre la Magia Nera mira ad accrescere il potere del mago tramite l'invocazione di forze soprannaturali e paranormali, che vanno oltre le leggi naturali imposte alla realtà, la Magia Bianca intende operare in armonia con esse, ritenendo che ogni organismo, fenomeno o evento, ha un suo posto nel disegno universale stabilito da Dio, in quanto partecipe di un'unica Anima del mondo, secondo la concezione tipica del neoplatonismo che si ritrova ad esempio in Marsilio Ficino. Infatti fu Ficino che ebbe l’arduo compito, negli albori del Rinascimento fiorentino, di dover armonizzare pensiero Magico e Cristianesimo. Dopo di lui si è preoccupato Pico della Mirandola di unire Cabala, Cristianesimo e Magia, sfiorando quasi la scomunica, essendosi spinto verso un concetto di magia concreto e operativo, troppo ardito.


Tutta la magia preistorica, magia di cura e assistenza, costituisce l'essenza della moderna Magia Bianca: guarire malattie o lesioni, indovinare il futuro o interpretare i sogni, trovare oggetti smarriti, placare gli spiriti, controllare i fenomeni atmosferici, favorire il benessere e la prosperità(cit. Robert M. Place).


Lo scopo curativo implicito in quello salvifico della Magia Bianca e’stato perseguito dai filosofi del Rinascimento, per i quali le simpatie che collegavano i pianeti con gli eventi terreni sublunari potevano essere ridestate utilizzando appositi oggetti come piante, pietre, animali, amuleti, canzoni, etc…associabili per somiglianza o affinità. Ficino li chiamava «esche», in quanto catturavano e riassumevano in sé specifici influssi astrali, tra i quali era possibile scegliere di volta in volta, quello più adatto a una particolare situazione.


Poi iniziò il periodo oscuro dell’Inquisizione Cattolica con la sua sanguinosa strage e il pensiero magico dovette passare totalmente nella clandestinità. Ci volle l’irrisione razionalista dell’Illuminismo a sdoganare la magia facendola passare come cosa innocua e perciò come superstizione popolare. Questo fece però buon gioco a chi praticava con assoluta serietà la Magia: poteva uscire allo scoperto ed essere anche ridicolizzato ma senza rischiare più la vita per le proprie idee. La situazione si bilancia nell’800 e nel ‘900, dove c’è uno scoppio incredibile d’interesse per l’Esoterismo in tutte le sue forme e la sua ritualistica. Se oggi è sicuramente banalizzata in tantissimi piccoli rami e rametti di pseudo-maghi, sette deliranti e adepti da barzelletta è anche vero che si può trovare, raramente ma ci sono, menti eccelse e giganti alla pari dei Magus del passato.


La vera Magia è la Magia Divina che consiste nell'utilizzare le proprie facoltà e il proprio sapere per realizzare il regno di Dio sulla terra. Il mago, precisa questo autore, è colui che lavora nella luce e per la luce, è colui che desidera sempre di fare del bene, di consolare, illuminare e vivificare le creature.(Cit.Omraam Mikhaël Aïvanhov).


La Magia Bianca è definita la magia buona, infatti il bianco rappresenta la purezza, si applica con rituali, invocazioni e purificazioni. È bianca quando trasforma il male in bene, e per farlo non bastano i riti ma anche l’operatore deve essere puro di cuore, un cuore immacolato.


Si utilizza la Magia Bianca per allontanare il male sotto qualsiasi forma esso appaia: sia questo un malocchio, una maledizione o una negatività della casa. Vengono in aiuto le più potenti forze del bene sante e spirituali. Angeli che vivono intorno a noi vengono evocati per avere la loro protezione, essi sono felici di aiutarci a operare il bene quanto gli spiriti di Magia Nera sono purtroppo felici di espandere il loro male nel mondo.


La Magia Bianca intende operare in armonia con le forze naturali, ritenendo che ogni organismo, fenomeno o evento abbia un suo posto nel disegno universale stabilito da Dio, in quanto partecipe di un’unica Anima del mondo. L’uomo tende al Paradiso da cui è stato scacciato e ogni pratica di elevazione e di perfezionamento spirituale lo fanno salire uno scalino in più sulla scala dell’evoluzione interiore. Così veniva concepita nell’ottica tipica dei pensatori rinascimentali, i quali ritenevano che tutta la creazione, corrottosi a causa del biblico peccato originale, tendesse a ritornare verso la perfezione originaria.


Come l’uomo tende verso la divinizzazione, così ogni elemento tende a ritornare verso la meta che gli è stato assegnato. Si cerca in un certo senso di risolvere il binomio corpo–spirito: come vivere la realtà corporea e nello stesso tempo rendere sottile e pura l’anima da poterla elevare verso piani più alti. La Magia Bianca finisce in tal modo per coincidere con l’Alchimia, che si prefigge lo scopo di costruire la Pietra Filosofale al fine di trasmutare i metalli in oro, considerato la meta naturale di ogni elemento. Ovviamente il trasmutare i metalli nell’oro non è da prendere come cosa reale ma metaforica: nessun alchimista diventa tale per divenire multimiliardario ma per trasmutare la sua vile e impura anima, in oro, nello splendore che solo la luce divina può regalare.


I campi pratici della Magia Bianca si indirizzano sulla sconfitta verso le energie malefiche e le purificazioni delle persone, della casa, degli oggetti, da tali forze.


Questo porta anche a caricare di energia positiva oggetti, pergamene, monili…per aiutare chi soffre ad allontanare il dolore, ad andare verso la fortuna, la serenità e il successo.


Bellissimi i rituali di avvicinamento tra amanti divisi o per ritrovare la serenità tra una coppia in crisi. Propiziare la pace famigliare, allontanare l’amato da un’amante, salvare un rapporto in traballante, calmare figli astiosi.


La Magia Bianca porta luce, consapevolezza, serenità nella propria vita. Ci riscalda con il sole del bene che fa crescere giardini rigogliosi dentro all’anima e può risolvere tante discordie, rotture, malvagità grazie alla sua ritualità vicina e conforme alle leggi divine.